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CrossFit e l'intelligenza euristica

Recensione: Leonardo Geronzi CrossFit e l'intelligenza euristica

Potrei dire subito che alla Flyron mi sono trovato benissimo e chiudere qui la recensione ma non sarebbe giusto per almeno due motivi:

- Il primo, puramente fisiologico, riguarda il cambiamento che ha interessato il mio corpo in questi due anni scarsi e che attualmente lo sta ancora interessando.
- Il secondo, più intrinseco, ha a che fare con il cambio di vedute che in questi 24 mesi mi ha totalmente trasformato.

Partiamo dal secondo punto introducendo un concetto che è legato a stretto giro con il CrossFit: l’intelligenza euristica.

Le euristiche sono decisioni importanti, che vengono prese abbattendo i processi logici e anteponendo ad essi l’intuizione.
Chi conosce le leve euristiche sa che gli esseri umani hanno un cervello ecologico, creato dall'evoluzione per adattarsi all'ambiente cercando di non incorrere in processi fisici i cui costi superino i benefici.

Alla Flyron si utilizza l’intuizione, ci si adatta all’ambiente circostante ma si educa il corpo ad affrontare gli ostacoli, anche se il superamento potrebbe significare anzitutto un costo, prima che un beneficio immediato.

La logica euristica viene, per certi versi, ribaltata.

Si impara a mettere in discussione certe decisioni standardizzate del proprio cervello, che per la maggior parte degli esseri umani sono il principale ostacolo ad azzardare nuovi movimenti, all’utilizzo di muscoli che altrimenti giacerebbero sopiti e al sollevamento di pesi che fino a poco tempo prima ci sembravano insormontabili.

Si impara a intraprendere la sfida con se stessi, con il proprio corpo, con il proprio spazio vitale, con il proprio equilibro. Una sfida da cui inizialmente si esce sconfitti ma motivati.

Si impara che dire di no prima di aver provato un esercizio è sbagliato.
E si scopre che non esistono fallimenti, semmai tentativi che alla fine porteranno alla completa acquisizione del movimento e alla riuscita dell’esercizio. Parafrasando Beckett: "Prova ancora. Fallisci ancora. Fallisci meglio".

Quando entrai in questa palestra la prima volta ero convinto della buona fede dei miei trascorsi fisici. Ero un assiduo frequentatore di palestre e un abile corridore.

In realtà ero gobbo, pesavo circa 60 kg e non avevo mai incassato un dorsale in vita mia.

Passai la mia prima lezione alla Flyron appiccicato davanti ad un muro con Stefano che mi faceva comprendere come fare uno squat senza “perdere la catena posteriore”.
Fu lì che capii in quale guaio mi ero cacciato.
Ma fu anche lì, però, che capii che quella era la strada che mi avrebbe portato maggiori soddisfazioni.

Di acqua sotto i ponti ne è passata (neanche tanta, ad onor del vero) sono trascorsi 24 mesi fantastici tra le urla di Angela quando vede che non incassi il dorsale, le occhiatacce di Stefano quando trascuriamo la mobilità articolare in favore della forza bruta e i blitz di Andrea per testare se addominali e glutei rimangono sempre in tensione mentre si eseguono gli esercizi.

Oggi mi sento diverso, ho un fisico diverso, il mio atteggiamento è diverso.

Il CrossFit alla Flyron è ed è stata un’esperienza formativa di vita: si assimila il concetto di competizione “sana”, si impara a non perdersi mai d’animo e a motivare gli altri affinché tutti riescano a perseguire l’obiettivo del circuito, anche quando l’obiettivo sembra essere veramente a chilometri di distanza (i terrificanti circuiti thruster/burpees nel mio caso).

S’impara a conoscere il proprio fisico e, cosa più importante, ad infrangere i propri limiti alzando l’asticella delle performance sempre più in alto.

Chi non ha mai provato queste sensazioni forse non ha mai vissuto a pieno la propria fisicità e il proprio io.




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I momenti dell'infelicità sono momenti chiave della vita,
gli unici momenti in cui si impara davvero qualcosa.

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