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Il pugilato deve essere crescita della persona, poi dell’atleta

Daniel Wirth Il pugilato deve essere crescita della persona, poi dell’atleta

Ho iniziato a praticare il pugilato all’età di venti anni poiché ne ero incuriosito. Inizialmente preferivo le arti marziali, ma dopo una sola prova ho capito che il pugilato sarebbe diventato una parte importante della mia quotidianità. Mi piace l’idea di avere di fronte un avversario, nel senso sportivo del termine, che si è allenato e ha dato il massimo come me. Inoltre, all’inizio era una valvola di sfogo che mi ha aiutato ad affrontare molte situazioni. Il pugilato mi ha dato quel “qualcosa in più” in un particolare momento di difficoltà.

Credo che lo sport vada sempre fatto dando il 100%. In ogni allenamento ci si sente appagati e tutto il resto rimane fuori dalla tua testa, sei solo con te tesso e puoi lavorare sul corpo e sulla mente. Quando si pratica l’arte nobile, specialmente quando si sale sul ring, ci si sente vivi e, citando Billy Elliot, io mi sento elettricità. Infine, amo anche la palestra che ti lascia un odore di fatica e di crescita sia fisica sia mentale.

The Gentlemen’s Boxing Gym è un gruppo fantastico dove ci si sente a casa. Il pugilato deve essere crescita della persona, poi dell’atleta. Tutto ciò è rappresentato al meglio dal nostro tecnico Domenico Aleci che si impegna per noi con dedizione, ci sostiene e soprattutto ci allena con passione.

Leggi l'intervista intera su TheFentlemensBoxingGym




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I momenti dell'infelicità sono momenti chiave della vita,
gli unici momenti in cui si impara davvero qualcosa.

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